You, can not right click on this page/site, sorry :)

Chi Semina Raccoglie

Da un po’ di tempo a questa parte, mi sono avvicinato a quella che chiamano la corrente del “pensiero positivo”.
Nella vita bisogna sempre toccare il fondo per aggrapparsi poi a qualcosa (qualunque cosa sia) per risalire a galla. A me successe circa tre anni e mezzo fa’ quando, dopo un lungo periodo (per mia scelta) a folle discesa verso i gradini più bassi della vita, mi ritrovai con due sole opportunità: rimanere sul fondale, o decidermi a risalire.
Incontrai (per caso?) un altro italiano in un pub di Copenhagen mentre guardavamo una partita di calcio. Stessa squadra, stessa nazionalità in una terra straniera, iniziammo a parlare del più e del meno e, a poco a poco, divenimmo amici.
Fu lui il primo a farmi avvicinare a questa corrente di pensiero: vivevamo tutti e due la stessa situazione, eppure lui aveva una propensione più ottimistica verso la vita, mentre io ero ancora chiuso a riccio dentro di me, facendomi carico di tutti i problemi del mondo.
Mi consigliò dei libri da leggere, ma soprattutto mi consigliò di cambiare il mio modo di pensare e di concepire le cose. Continuavo a non capire, e soprattutto ero diffidente verso chi ti propina soluzioni miracolose a quei problemi che ritenevo insormontabili.
La verità è che, come spesso accade, mi crogiolavo nella mia infelicità senza cercare veramente una via d’uscita che non fosse una manna dal cielo.
Tuttavia iniziai a leggere quei libri, senza troppa convinzione.
La vita non cambiava, continuava ad essere un’altalena impazzita tra momenti di pura, ma non vera, felicità, a momenti di pura depressione. Altri amici (per caso?) parlarono più volte di un altro libro, sul genere, anche se non diretti a me (o forse si?).
Fu solo quando entrò nella mia vita un’altra persona, che mi trascinò ancora di più verso il basso, che abbracciai definitivamente questo benedetto “pensiero positivo”.
Guardando a ritroso, adesso so che non è stato affatto un caso che questa persona sia entrata nella mia esistenza. No, lei è venuta per chiudere quel ciclo che avevo iniziato tre anni e mezzo fa, per porre fine, una volta per tutte, all’andirivieni di quella altalena dei miei umori.
Ho ripreso in mano i primi due libri (“Puoi guarire la tua vita” e “Adesso” di Louise Hay), ho comprato il libro suggerito dagli amici (“The Secret” di Rhonda Byrne), e poi quelli che mi aveva suggerito “quella persona” (“Il potere del subconscio” e “Crea la tua fortuna con la mente inconscia” di Joseph Murphy).
Li ho letti più volte, per capirli meglio ed assimilarli, e per sviluppare quello che adesso è il mio credo o filosofia di vita.
Alla fine, il discorso è molto semplice e si rifà al proverbio “Chi semina, raccoglie!”, non solo per le proprie azioni, ma soprattutto, e prima di tutto, per i propri pensieri.
Per la legge di attrazione, ciò che creiamo nei nostri pensieri si manifesterà in futuro tramutandosi in cose reali: pensieri positivi porteranno felicità, pensieri d’amore porteranno amore, pensieri di ricchezza porteranno ricchezza, e cosi via.
Come ho detto in precedenza, il discorso sembra facile, eppure, superate le prime diffidenze e iniziando a lavorare sui propri pensieri e il modo di concepirli, mi sono accorto che non è proprio così: forse perché è nella nostra natura di essere umani, forse perché nella nostra vita ci sono stati inculcati messaggi limitativi (e pessimisti) che abbiamo elevato a verità assoluta, ma sprigionare e credere fermamente nei pensieri positivi non è proprio così facile come possa sembrare.
Perché?
Perché si ha paura, perché viviamo nell’angoscia e nella certezza che il mondo va così e noi non ci possiamo fare niente; perché siamo certi che nella vita va avanti solo chi ha una spinta o chi è senza scrupoli; perché pensiamo che l’amore vero non esiste; perché non ci andiamo bene come siamo; perché ci poniamo dei limiti…
E allora, anche nei momenti di felicità, si pensa sempre che saranno brevi perché succederà sicuramente qualcosa. Oppure viviamo nella paura che ci ruberanno la macchina nuova, che perderemo il lavoro, che ci ammaleremo e così via…
E cosa otteniamo dalla vita in cambio?

Penso che nulla succeda per caso, ma che le situazioni della vita (positive o negative che siano) scaturiscono dalla propensione che noi abbiamo verso la stessa, dalle nostre azioni e dai nostri pensieri.
Chi semina raccoglie appunto, e quello che fai, o prima di tutto quello che pensi, ti ritorna contro.
E allora, perché non pensare positivo?
Personalmente ho visto che questa propensione ottimistica alla vita porta piccoli miracoli nell’esistenza di ogni giorno, me ne accorgo soprattutto quando, magari dopo un periodo di stallo, ricomincio a lavorare su me stesso e sui miei pensieri.
Prima di addormentarsi, o appena svegli (quando molti dicono che siamo più ricettivi perché in uno stato di semi-ipnosi) ripetersi pensieri positivi, immaginare quello che vogliamo e scacciare lontano pensieri negativi o restrittivi, aiuta. E molto anche.
Durante il giorno, ripetersi di tanto in tanto questi pensieri positivi, fare un favore al prossimo, aiutare qualcuno anche per piccole cose, aiuta. E molto.
Andare in contro alla vita con ottimismo, e soprattutto con la sicurezza che tutto andrà sempre per il meglio, aiuta. E molto.
Aprire le porte a pensieri di amore, misericordia, perdono, e cancellare quelli di odio, vendetta e rancore, aiuta. E molto.
Pensare a quello che si ha, ed esserne grati cancellando l’invidia, aiuta. E molto.

La lista sarebbe lunga, ci sarebbero mille esempi da fare (ma sarebbero troppo personali) e ci sarebbe così tanto di cui parlare che il post finirebbe per essere noioso.
Posso solo consigliare di provare …

P.S.
Ci sono molti altri libri in merito, io ho menzionato solo quelli che ho letto, ma continuerò ad approfondire la materia (anzi, se avete da suggerirne…)

P.S. (2)
Mentre scrivevo questo post mi è scivolato lo sguardo sul tatuaggio che ho sull’avambraccio sinistro : You Get What You Give (tradotto, “Ottieni quello che dai” o, appunto “Chi semina, raccoglie!”). Lo feci nel 2005 per altre ragioni (per caso?), ma solo molti anni dopo ne ho capito veramente il significato….

Leave a comment