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I Soldi non Fanno la Felicità... (2)

“I soldi non fanno la felicità, figuriamoci la miseria…”

In Svezia, a differenza dell’Italia dove sono state vietate, ci sono ancora moltissime pubblicità di innumerevoli siti di scommesse e giochi d’azzardo che, solitamente, coprono il 50-60% dell’intero spazio pubblicitario.
Uno di questi spot, devo dire simpatico, mette in guardia i giocatori mostrando i “problemi” che i ricchi devono affrontare: il mal di schiena nell’andare a cavallo, la bianca sabbia di qualche spiaggia caraibica che scotta sotto i piedi, il dover sputare sulla maschera prima di fare un’immersione e la cerniera della muta che si impiglia nella carne, o il massaggiatore che, in riva al mare, mette troppa foga nel massaggiarci la schiena.

La pubblicità fa sorridere, indubbiamente, ma non nego che mi ha dato da pensare: siamo veramente sicuri che, se fossimo ricchi, sarebbero solo queste le nostre preoccupazioni?

Certo, non arrivare a fine mese, non sapere come poter pagare le bollette o cosa mangiare, sono problemi molto più seridi qualunque altro perché vanno a colpire i fabbisogni primari dell’uomo; bisogni che sono soddisfatti invece quando c’è la sicurezza economica e la ricchezza.
Ma crediamo veramente che essere ricchi equivalga a non avere alcun problema se non quelli sopra elencati?

La storia ci insegna che molti di quelli che hanno vinto alla lotteria o a qualsiasi altro gioco, sono finiti con il rovinarsi, sperperando la loro ricchezza nel giro di poco tempo e, a volte, finendo con il suicidarsi.
Anche molte star, ricche e famose, sono finite male, spesso vittime dell’abuso di alcool o droghe, oppure vittime di loro stessi e del loro stesso successo.

Io non credo ai sorrisi patinati delle star e di chi si finge tale.
Io non credo a chi ostenta la propria posizione, la propria fama e la propria ricchezza per farsi invidiare come se quella fosse la vita a cui tutti dovrebbero aspirare.
Io non credo che ricchezza, potere e successo siano gli ideali per cui dovremmo lottare, i valori da inseguire.

Io credo che la vera felicità e la vera ricchezza stanno altrove e non nelle cose materiali.
E credo che la felicità non è nel cambiare la macchina, nel comprare l’ultimo derivato tecnologico o capo firmato.
E a meno che non diventiamo miliardari che veramente non hanno problemi di sperperare il loro infinito patrimonio, finiremo con sperperare il nostro per cercare di arrivare ad apparire ancora di più, ad agognare sempre di più, a cercare di colmare il vuoto dentro di noi solo con cose materiali, con oggetti.
Ma quelli sono surrogati, parentesi brevi prima che ci ritroviamo a desiderare qualcos’altro.
Specchietti per le allodole per distoglierci da quello che dovrebbe essere veramente importante: conoscere noi stessi, fare quello che amiamo, trovare nuovi stimoli e affrontare nuove avventure.

Perché possiamo riempire la nostra vita di tutto quello che vogliamo: sta a noi scegliere se essere ricchi di cose materiali e vuoti dentro, o vivere una vita piena di quello che ci rende veramente felici.
E se smettiamo di inseguire la ricchezza materiale, magari ci arricchiamo di qualcosa di molto più importante.

Perché, alla fine, come spiegava Totò con la sua “livella”, finiamo tutti uguali…

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