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La Natura e l’Importanza di Stare da Soli

Ultimamente ho trovato spesso su Fb la “notizia” che gli psicologi raccomanderebbero passeggiate in Natura, nei boschi soprattutto, come sostitutivi degli antidepressivi.
Lo ammetto, non ho mai approfondito la questione, sono un po’ scettico a tutti i siti che riportano informazioni generiche(per esempio, da anni viene periodicamente riproposta la notizia che in Svezia le ore di lavoro giornaliere diminuiranno da 8 a 6 e, vivendoci, vi assicuro che non è vero!), e anche se uno psicologo o più avessero fatto realmente una affermazione del genere, non è detto che l’intera classe medica si muoverà in quella direzione.

Mi piace però pensare che succeda, lo spero, magari in un futuro non troppo lontano, perché credo veramente che aiuterebbe molti a superare non solo la depressione, ma anche tutti quei piccoli problemi quotidiani, le preoccupazioni e gli affanni che affliggono le nostre vite.

Quando dovevo presentare il progetto Wandering Italia ad un centinaio di ragazzini, tra gli 11 e i 15 anni di età, della Malmö International School, e venendo a sapere che alcuni di essi già soffrono di depressione, ho sentito l’immensa responsabilità di mandare un messaggio forte, chiaro, controcorrente.
Se da una parte non volevo, e non potevo, spronarli a mandare tutto a quel paese e pensare solo a se stessi (a quell’età avrebbero sicuramente recepito il messaggio in modo sbagliato), dall’altra ho provato a far capire loro il motivo secondo cui, per me, si finisce nell’entrare in quella situazione di scompenso, o disequilibrio, che porta alla depressione.

Secondo una ricerca del 2018 fatta dal Common Sense Media su un campione di 1000 adolescenti di età compresa tra i 13 e i 17 anni, è emerso un dato secondo me alquanto inquietante: 35% di loro preferisce contattare gli amici attraverso il virtuale (chat, socials, sms) che incontrarsi di persona.
E se è vero che il 70-75% degli adolescenti è già fornito di uno smartphone, si evince, non solo che sono sempre più isolati, ma che quello che trovano in rete ha sicuramente un impatto grandissimo su di loro, perché detta gli standard di vita, le mode e, quindi, quello a dovrebbero puntare per essere ricchi, famosi, importanti e soddisfatti.
E vissero tutti felici e contenti.

A quell’età si sa, si è estremamente influenzabili, ed ogni generazione è cresciuta con i suoi idoli e punti di riferimento, ossia quegli standard imposti dai media, sempre così lontani dal mondo reale.
Ma, adesso, trovandoci sempre più chiusi in noi stessi e lontani dalla realtà perché incollati ad uno schermo, e questo vale anche per gli adulti, secondo me nasce un altro problema: siamo isolati, ma non siamo mai soli.

La solitudine è essenziale per conoscere se stessi, per ascoltarsi e parlarsi, per capire cosa vogliamo veramente. Non si può stare bene con gli altri se prima non impariamo a stare bene con noi stessi, e per questo dobbiamo stare da soli, lontani da tutto e tutti, lì dove non possiamo più fingere.
E, soprattutto, lì dove non dobbiamo più indossare quella maschera da mostrare agli altri per non sentirsi degli emarginati, per non essere lontano da quella realtà che ci viene imposta come vera.

Ecco allora perché penso che una passeggiata in Natura, senza telefonino, senza nessun’altra distrazione a farci compagnia ma solo nostri pensieri, sia di vitale importanza: perché ci offre la possibilità di essere noi stessi, di non sentirci giudicati, di non sentirci inferiori a nessuno solo perché abbiamo una visione di vita diversa dai più, solo perché magari preferiamo qualcosa diverso dalla norma.

A parte gli effetti benefici che la Natura offre per il solo fatto di portarci lontano dallo smog, dall’inquinamento sonoro e da quello elettromagnetico, Essa offre tanti altri vantaggi.
Perché la Natura accoglie, la Natura rilassa, rallenta il nostro respiro e i nostri pensieri.
In Natura ritroviamo creatività, riduciamo lo stress, ritroviamo la memoria.
E perché li possiamo essere noi, senza finzioni, e possiamo ritrovare la nostra energia vitale, quella più vera perché, appunto, nostra solamente.

Per non essere depressi e infelici, non abbiamo bisogno di medicinali che appiattiscono le nostre emozioni.
Abbiamo bisogno di essere noi stessi.
E di sentirci vivi.

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