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Lo Sguardo dei Faggi

Manuel Chiacchiararelli - inerro.land edizioni

“Era tutto perfetto, era tutto armonia e pace. La valle era una vibrazione sinfonica: si passava dal minuetto dei colori autunnali, all’adagio del silenzio, preludio naturale per un’ideale serenata alla solitudine. Era semplicemente la più bella e pura armonia del vivere. Finalmente!”

Da un lato la filosofia dell’essere, dall’altro la cultura dell’apparire; da un lato la semplicità e la naturalezza, dall’altro le finzioni e i pregiudizi. È questo il vero vivere o è solo un’invenzione del progresso?
I protagonisti di questo romanzo esoterico e dagli aspetti noir, due ragazzi poco più che trentenni, vivono nel disprezzo per la civiltà artificiale che corrompe il mondo naturale, alterando gli equilibri ecologici e personali. Cercano, allora, di salvarsi nello sperimentare, ancora e in modo assoluto, totalizzante, il senso effettivo della Natura. E vivono di sogni, magici, splendidi o misteriosi che siano: hanno bisogno di sapere che si può essere ancora coraggiosi.
Ma la Natura può anche cambiare, osservare e giudicare, tramutando quei loro sogni in un incubo.
Una metafora della natura dell’uomo, natura complessa e imprevedibile.

Un giallo psicologico davvero inquietante, questo di Manuel Chiacchiararelli. Grande suspense, con risvolti interessanti sotto almeno due profili, quello sociologico e quello spirituale-misterico, tra di loro collegati. Perno e nodo della vicenda narrativa, una vexata quaestio, attualissima, se pure atavica, di spessore filosofico-teologico, giocata sullo scontro Natura-Cultura, e dunque sull’incompatibilità tra una visione animistica del mondo legata agli elementi, alle essenze numinose del creato, ed una visione feticistica del mondo stesso, legata all’artificio tecnologico, alle sovrastrutture culturali, ad uno stile di vita altamente falso e menzognero.
Ed è bravissimo l’autore nel dosare sapientemente i passaggi che vanno dalla nausea cittadina all’incanto montuoso, e poi dall’incanto al terrore, in una graduale trasformazione. Superbo nelle trovate e nelle invenzioni narrative, questo lavoro di grande raffinatezza psicologica e di profondità introspettiva, pone e lascia aperti interrogativi sull’ignoto invitante ed inquietante nello stesso tempo, sempre fonte di sconcerto e di attrazione. Assoluto e relativo sono mondi paralleli. Come tali vanno vissuti, e guai a trasferire il parallelo nel parallelo! Partecipare al mondo in cui si vive è pertanto indispensabile quanto sapersene estraniare al momento opportuno.”
Franco Campegiani

Tragico, struggente, “Lo sguardo dei faggi” colpisce per l’assoluta originalità del contenuto, per il modo di procedere nella narrazione, ricco di passaggi descrittivi e di salti emozionali. Il ritmo è incalzante e, a livello stilistico l’Autore sa tenere stretti i lettori, affondando il coltello nell’essenza della storia con studiata frequenza e intensità. A mio avviso Manuel Chiacchiararelli può inserirsi nel novero dei pochi scrittori in grado di concepire Opere che esulino dagli standard cui siamo abituati, può stupire e, da vero sciamano, stregare…
Maria Rizzi

Il romanzo “Lo sguardo dei Faggi” è stato pubblicato in versione e-book e cartacea ed è possibile acquistarlo a questo  link.
In futuro ho in programma  la traduzione dell’opera in inglese.