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Sorry un Cazzo

Qualche post fa raccontavo, in parte, del cammino che possiamo intraprendere verso il raggiungimento della felicità, della pace interiore o, comunque, di una vita più serena.
In realtà dicevo di lavorare su se stessi, anche se non è un lavoro duro, anzi, se preso bene diventa anche piacevole e, ottenendo i primi piccoli grandi risultati, appagante.
Ma è un lavoro continuo, senza tregua, perché si tratta di cambiare le proprie idee e convinzioni, controllare i propri pensieri, cercando di incanalarli verso l'obiettivo prefissato, cercando di sintonizzarsi su una lunghezza d’onda positiva.

Una foto che ho visto ieri sera su Facebook mi ha dato lo spunto per questo post.

È una foto stupida, niente di grave, è solo un umorismo cinico che forse strappa anche un sorriso…amaro. Perché è un pensiero negativo, è una limitazione che, inconsciamente, ci imponiamo accettandola per vera.
E quanti altri messaggi negativi e limitanti abbiamo accettato nella nostra vita fino ad elevarli a convinzioni?

Chi lo dice che la vita che vorremmo è al momento terminata?
Chi ci dice che non è possibile ottenere quello che vogliamo?
Chi ci impone di non poter realizzare i nostri sogni?

Sono frasi come queste, spesso sentite dagli altri, a volte da noi stessi, dettate dal nostro subconscio, che finiscono con il limitarci, con il renderci infelici, negativi.
Io voglio cancellare queste frasi, questi pensieri. Io lavoro su me stesso per evitare qualsiasi influsso negativo nella mia vita di cui non ho bisogno se voglio, appunto, vivere sereno.
Non leggo notizie di drammi, omicidi, violenze e, tanto meno, guardo video al riguardo. Non mi faccio carico di problemi altrui e mi sgancio da persone negative che poco fanno per cambiare la propria vita. Cerco di controllare le mie parole, i miei discorsi, quando parlo (in un altro post parlerò di questo). Cerco di controllare i pensieri, scacciando quelli limitativi e negativi, cercando di sostituirli con pensieri positivi, con il vedere opportunità e possibilità sempre e dovunque.
E allora il lavoro continuo inizia ad avere i suoi effetti, il tuo stato d’animo cambia, piccoli miracoli iniziano ad accadere.
Qualche mese fa, quando per un motivo o per un altro ero un po giù, ho iniziato a scrivere non i miei problemi, ma le possibili soluzioni a questi, le milioni di probabilità che avrebbero potuto cambiare la situazione e risolvere le mie difficoltà (che spesso, sono proprio solo limitazioni mentali).
Ho iniziato a scrivere piccole storie immaginandomi felice, immaginando di aver raggiunto quello che volevo, di aver superato quel momento. Mi svegliavo svogliato la mattina, andavo alle 6 in palestra stanco e scazzato, ma cercavo, ascoltando musica che mi metteva allegria, di immaginarmi quando mi sarei svegliato pieno di voglia di affrontare il giorno e di vivere appieno ogni secondo.
E sapete cosa? Ho superato le mie difficoltà, le soluzioni immaginate o altre inaspettate sono arrivate. La maggior parte delle cose che ho scritto si sono avverate (rileggerle mi ha dato un brivido profondo). Dormo di meno e sono carico, vado a lavorare camminando nel freddo e nel vento con un sorriso in faccia da, probabilmente, sembrare ebete alle altre persone.

E allora il lavoro continuo paga.
E allora basta concentrarsi sulla positività, iniziando anche da queste piccole cose.

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