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Sulle Tracce di Wandering Italia

Nell’ultimo mio soggiorno in Italia ho deciso di ripercorrere alcune delle tappe di Wandering Italia, per andare a rivedere i luoghi ma soprattutto le persone che, incrociate sul mio cammino, hanno reso la mia esperienza sicuramente più grande e indimenticabile.
Niente di atletico questa volta, soprattutto visto il gelo del periodo, ma qualche giro in macchina, un giorno alla volta, per non togliere del tempo prezioso alla mia famiglia.

Non potevo che ricominciare dall’inizio, incontrando Angelo di Mambro che, con altri 2 esponenti del CAI di Cassino, mi accompagnò nella prima tappa della mia avventura, dalla Val di Canneto ad Opi, nel cuore del Parco Nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise
È stato un immenso piacere ritrovarci e parlare a lungo, cercando, in poche ore, di riassumere i ricordi, le emozioni e sensazioni più importanti del mio viaggio mentre, da Cassino ci dirigevamo verso Opi appunto, passando da Forca d’Acero.

Giornata dalle temperature più che accettabili, cielo limpido e di un blu profondo, le vette innevate e le pendici ricoperte dalla faggete dai riflessi violacei; e poi l’erba, ingiallita dal gelo, tra le caratteristiche rocce bianche che rendono questa parte di Appennino così aspra, dura e affascinante.
È stato un tuffo al cuore, inutile negarlo, ritrovare questi posti e per poi ripercorrere mentalmente tutto quello che ho fatto e vissuto da quel “lontano” 14 maggio.

Da queste montagne sono partito, a queste montagne sono tornato: sono stato parte di loro, saranno per sempre parte di me…

Nella seconda tappa del mio ripercorrere le tracce di Wandering Italia, invece, ho deciso di ritornare in quei luoghi che hanno avuto su di me un impatto emotivo immenso, decisamente non solo per la bellezza dei paesaggi.

Sono partito da Roma in mattinata, direzione Lago di Campotosto.
All’inizio, inutile dirlo, è stata Sua Maestà il Gran Sasso a farla da padrone: questa volta, grazie al tempo a disposizione e alla fantastica giornata di sole, ho avuto sia la possibilità di costeggiare interamente il lago per trovare gli scorci più belli, sia di avere quella visuale che, causa brutto tempo durante il mio passaggio primaverile, mi era stata negata.
Mi sono fermato anche a salutare la proprietaria dell’albergo dove mi aveva fatto la sorpresa la mia famiglia, ed è stato un piacere per entrambi ritrovarsi e fare due chiacchiere.

Sono poi sceso ad Amatrice, dove, purtroppo, non sono riuscito a vedere le persone che avrei voluto incontrare, così come ad Accumoli non ho trovato Pasquale. Mi è dispiaciuto molto non poterle salutare, visto il caro ricordo che ho di loro, per il tempo trascorso insieme, durante il quale mi sono beato dei loro racconti. Inoltre, avrei desiderato avere notizie approfondite circa la ricostruzione post terremoto, anche se…guardandomi intorno, ho constatato che nulla è mutato dal giorno del mio passaggio.
Ho proseguito allora verso Castelluccio, salendo da Arquata e attraversando frazioni e paesi che, purtroppo, sono ancora interamente rasi al suolo. Si passa tra cumuli di macerie e case sventrate, dove sono ancora visibili le tracce di una vita quotidiana spazzata via in un attimo. Alcune case sono ancora in piedi e abitate, come a voler ricordare che la vita, anche se a pochi metri si è fermata per sempre, deve andare vanti comunque e nonostante tutto.

Arrivo a Forca di Presta e mi affaccio verso la Piana di Castelluccio: qualche foto al paesaggio innevato, un incontro speciale ( in questo post), e poi sono risalito in paese.
Ho trovato alcune novità: prima di tutto la rimozione delle macerie dalla parte centrale del paese (ancora zona rossa) è ancora in atto e sembra che, anche se sono passati 7 mesi, poco sia stato fatto da allora; ma questa volta ho trovato “Frankie”, e gli altri, a lavorare e intrattenere i tanti turisti, non più nei loro caravan e baracchini di fortuna, ma in casette prefabbricate.
Ma le cose non vanno per niente bene, c’è ancora tanto da fare, e ascoltando ancora i loro sfoghi, ho avuto, anche questa volta, la sensazione di incontrare persone lasciate in balia di loro stesse: i bagni, gli unici, sono inagibili causa neve, e i pochissimi residenti stanno ancora aspettando – DA 29 MESI! – le loro 8 casette.
A Castelluccio, d’inverno, la temperatura scende abbondantemente sotto lo zero…che vogliamo fare? Ci ricordiamo di Amatrice e Norcia solo sotto le feste di Natale e poi torniamo a fare finta di nulla?

Come possibile immaginare è stato un ritorno dal retro gusto amaro: se da una parte mi ha fatto tanto piacere ritrovare e chiacchierare con alcune persone che hanno significato tanto per me durante Wandering Italia, dall’altra rimane la tristezza nel vedere questi fantastici posti ancora in ginocchio.
Anche questa volta, per rispetto, ho evitato di fare foto alla distruzione lasciata dal terremoto, ma credetemi, andate a vedere per capire di cosa sto parlando…

Non mi stancherò mai di dirlo: se potete, passate da quelle parti, fatevi un giro e andate a comprare qualcosa, anche piccola, o portate anche solo un sorriso…ne hanno veramente bisogno!

Tutte le altre foto le potete trovare qui sotto!

Camera: Nikon D750
Obiettivi: Tamron SP 150-600mm F/5-6.3 Di USD G2 SLR / Tamron 15-30mm F/2,8 di VC USD G2 / Nikkor AF-S 24-120 mm f/4G ED VR

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