You, can not right click on this page/site, sorry :)

Il Male di Vivere

Ultimamente, e purtroppo sempre più frequentemente, si parla della depressione, ormai considerato il male del secolo.
Ricerche della WHO (World Health Organization) ovvero l’Organizzazione mondiale della sanità, riportano dati alquanto allarmanti: 322 milioni di persone nel mondo soffrono di depressione e, nel decennio compreso tra il 2005 e il 2015, ci sarebbe stato un aumento del 18%.
Nel giro di pochi anni la depressione sarà la seconda causa di malattia.

La Possibilità di Scegliere

Questa mattina mi sono svegliato tardi: ieri sera ho dimenticato di rimettere la sveglia e così ho dormito qualche ora in più.

Mi sono svegliato comunque contento, e riposato (probabilmente ne avevo bisogno) e ho riveduto la mia giornata: niente allenamento, recupero domani; magari invece di prendere l’autobus, accorcio la strada così almeno faccio qualche km a piedi.

Così, cambiando itinerario, mi accorgo di camminare lungo la stessa strada che prendevo fino ad un anno fa per andare a lavorare. E come se “dovessi” passare di lì, mi accorgo che lungo quel tragitto avevo tralasciato dei pensieri, buttati li per caso, e che era forse arrivato il momento di tornare a raccogliere.

La Fiamma Non si Spegne

Devo aver fatto un sogno irrequieto stanotte, me ne sono accorto perché stamattina ne portavo ancora gli strascichi nei pensieri e nell’umore.
Mentre sono nel silenzio della prime luci dell’alba a gustarmi la prima sigaretta della giornata, mi viene in mente un particolare. Qualcuno che conosco, ma non ricordo più con precisione chi fosse, nel sogno mi dice “hai gli occhi stanchi…hai gli occhi veramente stanchi…”.

E Via

Sto fumando l’ennesima sigaretta, e ho già perso il conto per oggi.
Sta facendo delle giornate stupende, non una nuvola, temperature tra i 10 e i 15 gradi, e un cielo così blu e profondo che ti fa venire voglia di andare…
E io penso che sto sprecando tempo chiuso nella gabbia del mio lavoro, soprattutto quando c’è poco o nulla da fare se non passare il tempo su Instagram, Facebook, internet in generale.

Tempo Perso e Non

Il tempo passa veloce, velocissimo.
Me ne sono reso conto guardando le statistiche di questo sito e constatando quanto poco ho scritto negli ultimi mesi.
Me ne rendo conto perché so che oggi è già martedì , e anche questa settimana, come le precedenti, sta volando via in un batter d’occhio.

Society

“This is Living” campeggiava la pubblicità dell’ultima console di video giochi.
Era questo vivere? Era veramente quella la vita per milioni di persone, e non solo ragazzini, precipitosi di correre e chiudersi a casa a smanettare joystick e tastiere per catapultarsi in una realtà irreale?
Era vivere il rinunciare alla vita per passare ore davanti ad uno schermo a combattere, uccidere, correre in macchina, fottere???

Non Ce n’è Uno Che Ritorni

Uscì da uno dei bagni a schiera dell’ufficio. Silenzio attutito e la fredda luce bianca del neon.
Si accostò ad uno dei cinque lavandini allineati sulla parete di fronte, per sciacquarsi le mani e la faccia. Forse lo avrebbe aiutato a svegliarsi dal suo torpore.

E Poi?

Passiamo il tempo ad ammazzare il tempo, questo è il punto.

Passati gli anni e i passaggi imposti dalla società e dalla famiglia, eccoci, intorno ai 20 anni, ad essere, più o meno velocemente, assuefatti e inghiottiti dal mondo del lavoro. Piano piano prendiamo le nostre prime responsabilità, i nostri doveri di buon cittadino, e ci ritroviamo, quasi senza accorgercene, legati e ingabbiati al sistema, alla collettività e alle istituzioni che ci circondano (le stesse cose che, magari, avevamo cercato di combattere o eludere fino a qualche anno prima…).

 

Voglia di Andare

Penso spesso ai paesaggi sconfinati della Patagonia argentina. Non ho bisogno di riguardare le migliaia di foto che ho scattato allora, porto questi paesaggi dentro di me e spesso le immagini sfilano davanti ai miei occhi, come un lento slide-show, sulla musica della mia malinconia. E penso…