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Siamo Veramente Sicuri?

BOSJÖKLOSTER (ABBAZIA DI BOSJÖ), HÖÖR, SVEZIA //

In un freddo pomeriggio infrasettimanale, abbiamo deciso di visitare il monastero/castello di Bosjö (Bosjökloster), sulle rive del Östra Ringsjön (letteralmente ”Lago Anello Orientale), nel comune di Höör.

Abbazia benedettina sorta nel 1080, adesso è una proprietà privata cha però lascia aperta al pubblico, dietro il compenso di una simbolica offerta per il mantenimento della struttura visto che non beneficia di finanziamenti pubblici, la parte vecchia del castello, i giardini e il parco adiacente con le sue querce secolari.

La Verità è Davanti ai Nostri Occhi, Eppure non la Troviamo

Crescendo, andando avanti sulla mia strada, mi sono sempre di più convinto che la soluzione ai nostri problemi, il superamento delle difficoltà, sia molto più facile di quello che crediamo.

Eppure, quando stavo giù, quando attraversavo periodi bui, non riuscivo a ricordarmi come fare per tornare a salire, per tornare a vedere la luce.

Saper Aspettare…

MÖLLE E RISERVA NATURALE DI KULLABERG, SVEZIA // Saper aspettare… Sempre.
Nella convinzione che il meglio deve ancora venire.
Nel credo che, come non può piovere per sempre, così nessuna oscurità potrà impedire alla luce di tornare a splendere.
Aspettare!
Fiduciosi che grandi cose e piccoli grandi miracoli ci attendono, anche se adesso tutto attorno a noi prova a dirci il contrario.
Saper aspettare… nonostante tutto!

Nuovi Orizzonti

Arrivo al lavoro, come al solito sono il primo.
Giornata di sole, la corsa mattutina mi ha rimesso al mondo: mi sento energico, felice, in forma mentale e fisica.
Dopo qualche ora inizio a scaricarmi, l’ambiente lavorativo succhia come un vampiro la mia energia vitale.
Si parla poco o niente e quando succede lo si fa per incolparsi l’un l’altro o per scaricare pratiche, carte, lavoro.
Ambiente negativo che, subdolo ma costante, entra e si fa largo dentro di me cambiando il colore della mia giornata, una dopo l’altra.

 

Sorry un Cazzo

Qualche post fa raccontavo, in parte, del cammino che possiamo intraprendere verso il raggiungimento della felicità, della pace interiore o, comunque, di una vita più serena.
In realtà dicevo di lavorare su se stessi, anche se non è un lavoro duro, anzi, se preso bene diventa anche piacevole e, ottenendo i primi piccoli grandi risultati, appagante.
Ma è un lavoro continuo, senza tregua, perché si tratta di cambiare le proprie idee e convinzioni, controllare i propri pensieri, cercando di incanalarli verso l obiettivo prefissato, cercando di sintonizzarsi su una lunghezza d’onda positiva.

E Via

Sto fumando l’ennesima sigaretta, e ho già perso il conto per oggi.
Sta facendo delle giornate stupende, non una nuvola, temperature tra i 10 e i 15 gradi, e un cielo così blu e profondo che ti fa venire voglia di andare…
E io penso che sto sprecando tempo chiuso nella gabbia del mio lavoro, soprattutto quando c’è poco o nulla da fare se non passare il tempo su Instagram, Facebook, internet in generale.

Intarsiando il Tempo

Ad accompagnare il cammino, alberi alti e grandi, secolari, alcuni dei quali segnati da vecchie scritte di innamorati o solo da nomi e date; era buffo pensare che chi aveva intarsiato quei cuori e quelle iniziali, giurandosi magari amore eterno, fosse probabilmente già morto e sepolto, mentre quegli alberi erano ancora lì, magnificenti e forti.

Opportunità

Ho letto qualche giorno fa che in Svezia abbiamo raggiunto i 400.000 disoccupati che, su una popolazione tra i nove e i dieci milioni di persone, è una percentuale ragguardevole e preoccupante.
Io stesso ho vissuto sulla mia pelle cosa vuol dire cercare lavoro e vedersi sbattere in faccia tutte le porte, a malo modo o nella più totale indifferenza.

Society

“This is Living” campeggiava la pubblicità dell’ultima console di video giochi.
Era questo vivere? Era veramente quella la vita per milioni di persone, e non solo ragazzini, precipitosi di correre e chiudersi a casa a smanettare joystick e tastiere per catapultarsi in una realtà irreale?
Era vivere il rinunciare alla vita per passare ore davanti ad uno schermo a combattere, uccidere, correre in macchina, fottere???

E Poi?

Passiamo il tempo ad ammazzare il tempo, questo è il punto.

Passati gli anni e i passaggi imposti dalla società e dalla famiglia, eccoci, intorno ai 20 anni, ad essere, più o meno velocemente, assuefatti e inghiottiti dal mondo del lavoro. Piano piano prendiamo le nostre prime responsabilità, i nostri doveri di buon cittadino, e ci ritroviamo, quasi senza accorgercene, legati e ingabbiati al sistema, alla collettività e alle istituzioni che ci circondano (le stesse cose che, magari, avevamo cercato di combattere o eludere fino a qualche anno prima…).